Per contrastare la normalizzazione dell'uso profilattico, le indicazioni devono essere strettamente basate sulle prove, privilegiando antibiotici a spettro ristretto e riducendo al minimo la durata del trattamento. Solo limitando la profilassi a scenari mirati ad alto rischio sarà possibile garantire che questi interventi salvavita rimangano efficaci per i pazienti che ne hanno reale necessità. A dirlo, un recente commento pubblicato su Clinical Microbiology and Infection.
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